foto sul profilo facebook Olivier Bertrand Sculpture https://www.facebook.com/photo/?fbid=1361717681910563&set=a.368109287938079&locale=it_IT
Ad Olivier Bertrand per mettersi al lavoro basta poco: un po’ di cartone, colla e un audiolibro. Spesso sceglie grandi classici, libri che ha letto in passato o che ascolta per la prima volta.
La voce che narra detta il ritmo del lavoro, crea l’ispirazione che per questo artista residente in Marsiglia passa attraverso le parole. Nascono così sculture in carta, spesso imponenti. Di certo evocative. Vengono dal mito (ancora la letteratura) come il ciclo dedicato a Prometeo. O dal suo passato e dalle origini orientali per parte materna: i guerrieri samurai. O, ancora, si trasformano in animali: leoni, oranghi, aquile. La parola d’ordine è una sola: emozionare chi osserva.
Dalla carta alle emozioni
Tutto inizia per caso nel 2019: colpa di un infortunio a un ginocchio, che lo costringe all’immobilità. In quell’occasione il fascino della carta, attraverso l’iniziale attrazione per la magia degli origami, evolve in qualcosa di estremamente personale. Come spiega l’artista:
Sono sempre stato affascinato dalle metamorfosi di un singolo foglio che, con poche piegature intelligenti, viene alla vita e crea emozioni.
Il cartone è più resistente, leggero e facile da reperire. Lo scultore ne raccoglie di tipologie diverse: quello più spesso viene utilizzato per creare lo scheletro. Una finitura in resina trasparente garantisce la durata di ogni opera.
Quando un rifiuto può diventare qualcosa di prezioso
A muovere l’intero processo creativo è un messaggio artistico universale: la volontà di raggiungere un pubblico eterogeneo.
L’arte secondo Bertrand non è riservata alle élite, a chi ha mezzi finanziari per acquistarla o strumenti culturali per comprenderla. Al contrario deve parlare a tutti. Così i suoi giganti di cartone, fragili eppure resistenti, celebrano le seconde possibilità. Spiegano come un rifiuto comune possa diventare altro, qualcosa di prezioso ed emozionante. Le sue sculture sembrano sempre sul punto di muoversi. Conquistano lo spazio. Raccontano una storia, come i libri che lui ascolta mentre modella i giganti di carta.
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Olivier Bertrand, lo scultore francese che crea ascoltando audiolibri
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