Breve storia del clima in Italia (Einaudi, 2025, prefazione di Christian Rohr) di Luca Mercalli illustra “dall’ultima glaciazione al riscaldamento globale”, come recita il sottotitolo del testo. L’autore, nato a Torino, nel 1966 presiede la Società meteorologica italiana, ha fondato la rivista “Nimbus”, ha pubblicato monografie su clima e ghiacciai delle Alpi e come giornalista scientifico in 35 anni ha firmato migliaia di articoli su “la Repubblica”, “La Stampa” e “il Fatto Quotidiano”; ha tenuto oltre 3000 conferenze e collaborato a programmi tv Rai (Che tempo che fa, TGR Montagne, Scala Mercalli) e Radiotelevisione svizzera italiana. È Ambasciatore del clima dell’Unione Europea ed è stato consigliere scientifico di Ispra.
Il 22 agosto 2014 tenni a Lavarone, in Trentino, una conferenza dal titolo “L’Avez del Prinzep: com’era il clima 230 anni fa?”. L’Avez del Prinzep, l’abete bianco più maestoso d’Italia e forse d’Europa, allora era ancora in piedi e svettava fino a 52,15 metri d’altezza. La sua età era valutata pari a circa 230 anni e poiché ogni anello di accrescimento del tronco conserva le tracce delle anomalie meteorologiche annuali, quell’albero era uno dei pochi esseri viventi che avessero una memoria climatica così lunga e senza soluzione di continuità.
Ma la carie determinata da funghi parassiti aveva già minato il suo ceppo, che cedette di schianto il 13 novembre 2017, durante una tempesta di vento. Attraverso le rondelle tagliate dal suo tronco l’età definitiva è stata stimata in circa 250 anni. Possiamo dunque ipotizzare che l’abete nacque attorno al 1767, durante la Piccola età glaciale, quando già esistevano in Italia alcuni osservatori meteorologici, i quali hanno registrato in modo più rigoroso, tramite strumenti appositi, le variazioni climatiche.
Potremmo dire [continua il climatologo] che quel legno e quella chioma erano fatti dal clima, anno dopo anno, giorno dopo giorno: se la pioggia non fosse stata sufficiente o se gli estremi di temperatura avessero oltrepassato certi limiti, l’albero non sarebbe mai nato o sarebbe morto molto prima. Ricostruire quanto più in dettaglio possibile la storia del clima di una regione è estremamente importante sia a fini applicativi e di progettazione delle imprese umane, sia per comprendere i nuovi orizzonti del cambiamento climatico causato dalle nostre stesse attività.
Addentriamoci nell’interessante lettura del volume per scoprire come si presentava il clima dall’ultima glaciazione al mondo preromano passando dall’alto Medioevo fine alla parentesi mite dell’Anno Mille per proseguire a una piccola età glaciale verificatasi nel 536 a seguire dall’età dei Lumi all’Ottocento fino ad arrivare ai due climi del XX secolo e al Nuovo millennio, con il riscaldamento globale.
Un libro che scuote le nostre coscienze venendo a conoscenza ancora una volta che la causa dell’attuale cambiamento climatico non è più naturale ma risiede nelle enormi emissioni di
gas climalteranti da parte dell’umanità e che l’aumento di temperatura attuale e previsto in futuro non ha eguali nella storia degli ultimi 100 000 anni e ci sta portando in un territorio climatico inesplorato.
Affrontare il problema di tale mutazione che si sta verificando nel nostro Paese, dove avvengono sempre più spesso alluvioni devastanti, deve essere primario. Un saggio da leggere nelle aule scolastiche e insieme ai nostri figli e nipoti, perché se non si interverrà in modo rapido ed efficace saranno le future generazioni a pagare un conto molto salato.
Qualcosa di grosso sta capitando. Cambiamenti rapidi, grandiosi e inquietanti stanno avvenendo sotto i nostri occhi, nel tempo di una vita umana.
- Autore: Luca Mercalli
- Genere: Scienza
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Einaudi
- Anno di pubblicazione: 2025
- ISBN: 9788806263188
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Breve storia del clima in Italia
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