Elliot nella sua Collana “Raggi” edita per la prima volta in Italia Cecilia. Biografia di un’ereditiera (2026, titolo originale Cecilia, or Memoirs of an Heiress, traduzione e cura di Giuseppe Ierolli), di Frances Burney (1752-1840). Nota anche come Fanny Burney, fu una scrittrice inglese tra le più influenti della fine del Settecento e dama di corte presso la regina Carlotta. Raggiunse grande successo con il romanzo Evelina (1778), seguito da Cecilia (1782) che la consacrò nel panorama letterario europeo.
«Pace allo spirito dei miei onorati genitori, siano rispettati i loro resti e rese immortali le loro virtù!”.
Tale era la preghiera segreta con la quale l’unica sopravvissuta della famiglia Beverley abbandonò la dimora della sua giovinezza e la residenza dei suoi antenati, mentre il ricordo le colmava gli occhi di lacrime e le impediva di guardare per l’ultima volta la città natia che le aveva provocate.
Cecilia, la bella viaggiatrice, aveva di recente compiuto ventuno anni. I suoi antenati erano stati ricchi agricoltori nella contea del Suffolk, anche se il padre, nel quale l’idea dell’eleganza aveva soppiantato la rapacità della ricchezza, aveva trascorso la sua vita come un gentiluomo di campagna, senza accrescere le sue sostanze ma vivendo di ciò che aveva ereditato dal lavoro dei suoi predecessori. Cecilia lo aveva perduto nella prima giovinezza, e la madre non gli era sopravvissuta a lungo.
Le avevano lasciato in eredità diecimila sterline, consegnate alle cure dello zio paterno il decano Beverly. Con questo gentiluomo – nelle cui mani, per svariate circostanze, si erano accentrate le proprietà accumulate da una famiglia prospera e fiorente – aveva trascorso gli ultimi quattro anni, ma da poche settimane lo zio era morto e l’aveva resa erede di una proprietà che rendeva tremila sterline l’anno, con il vincolo che il futuro marito dovrà rinunciare al proprio cognome per assumere quello di lei, Beverly. La giovane donna dal cuore generoso e dall’aspetto elegante si domandava che destino l’attendesse a Londra.
Considerata l’anticipatrice del romanzo moderno, Frances Burney, autrice preferita da Jane Austen, descrive in maniera brillante ed elegante la società inglese dell’epoca. Significativa la figura di Cecilia, che non si arrende nel cercare la felicità. Non stupisce che la stessa Jane Austen trasse ispirazione da una frase ripetuta tre volte nelle pagine conclusive del romanzo Cecilia dal personaggio del Dr. Lyster, per il titolo del suo capolavoro Orgoglio e pregiudizio.
Il volto dichiarava l’intelligenza della mente, la carnagione mutava a ogni emozione dell’animo, e gli occhi, gli araldi della parola, irradiavano acume e brillavano di sensibilità.
- Autore: Frances Burney
- Genere: Classici
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Elliot
- Anno di pubblicazione: 2026
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Cecilia. Biografia di un’ereditiera
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