È difficile mettere in discussione le nostre convinzioni. Queste derivano da fattori ambientali, dal bagaglio culturale e sociale di ciascuno di noi, dalle esperienze. Il sapere richiede impegno, studio, spirito critico e non coincide con la mera informazione. Lo dimostra la mole di notizie, di post e opinioni cui siamo esposti ogni giorno. Elémire Zolla, intellettuale italiano grande esperto di orientalismi, ha efficacemente espresso col suo pensiero una traccia importante per introdurre il romanzo di cui si sta per parlare: ovvero che la vera conoscenza si raggiunge proprio in ciò che ignoriamo.
Si tratta di La vecchia nuvola fluttuante di Can Xue, edito da Utopia, con in corso di pubblicazione le altre opere (traduzione di Maria Rita Masci). L’autrice cinese, classe 1953, è un’esponente di spicco del filone sperimentale e avanguardista fondato in patria dopo la morte di Mao Zedong, ed è considerata da tempo tra i favoriti nella corsa al Premio Nobel per la Letteratura.
Non siamo dunque nei territori del realismo ma la trama – seppur di trama si può parlare o almeno non nel senso che gli diamo comunemente – è semplice e con pochi personaggi; i dialoghi fra questi si susseguono con un ritmo vertiginoso e a volte senza una logica apparente. Niente di più semplice, infatti, di due coppie di coniugi vicine di casa. La prima è composta da Geng Shanwu e Mu Lan, con una figlia quindicenne, Fengjun; la seconda coppia, costituita da Kuang e Xa Ruhua, non ha figli.
Le loro giornate sono scandite dai cicli di un albero di gelso, con cui, tra l’altro, inizia il libro. Quando i fiori bianchi cadono a terra “con un paf” rilasciano un profumo intenso che confonde la mente di tutti. I protagonisti si scrutano, si spiano anche attraverso le pareti, si muovono come sonnambuli, nutrono sospetti reciproci, fanno gli stessi strani sogni. I rapporti sono ordinari solo all’apparenza, fino a quando si consuma un tradimento: l’adulterio.
Quando il vicino le aveva parlato, Xu Ruhua aveva avuto l’impressione di esser lei a parlare, quindi non le era sembrato strano, si era limitata ad ascoltare, ad ascoltare se stessa. Ripensò alle notti di tempesta quando i rami si tendevano come artigli verso la finestra fino a toccarle il viso. Come mai lei e il vicino si assomigliavano tanto? Forse tutti si assomigliano.
La nuova situazione fa emergere la fragilità di legami familiari già precari, condizionati tanto dai rapporti tra i coniugi quanto dall’intervento dei genitori. Il conflitto genera il caos sia interiore che fisico. Il confine fra sanità mentale e follia diventa labile.
La natura, gli animali e gli insetti sono parte integrante della storia perché tutto ha un’anima, comprese le abitazioni. Di conseguenza:
I pensieri disordinati dell’anima sono la miccia delle degenerazione.
Can Xue costruisce quindi un mondo dove nulla è come sembra e il soggetto non è al centro di questo mondo, avvolto com’è dalla natura. L’elemento incorporeo del titolo incarna questa instabilità, eppure, con l’aggettivo “vecchia” si inserisce, come un ossimoro, l’equilibrio della saggezza.
Difficile inquadrare La vecchia nuvola fluttuante in un genere, in quanto non catalogabile. Di sicuro è surreale e con una scrittura rarefatta e straniante invita a non conformarci, a non accontentarci, anche come lettori, proponendo un ribaltamento delle narrazioni dominanti che mettono al centro l’io. Presente la riflessione su ciò che è reale e ciò che è immaginazione: non ci chiede Can Xue di comprendere, ma di fare sforzo di attenzione; quella cioè che sta venendo meno nella società odierna. A tenere uniti i fili, una critica spietata alla modernità e alle sue nevrosi.
- Autore: Can Xue
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Utopia Editore
- Anno di pubblicazione: 2026
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: La vecchia nuvola fluttuante
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