Annalisa Angelone scrive Diana Spencer. Morte, mito e misteri (Polidoro editore, 2023) con l’illusione che di Lady D non abbiano scritto in molti; solo così si può affrontare un altro libro sulla donna più fotografata al mondo.
L’incontro con il principe Carlo non fu casuale, perché, in una battuta di caccia, il principe la vide e rimase abbagliato. In realtà era amico della sorella di Diana, Sarah, e la differenza di età era notevole. Diana aveva sedici anni, era bellissima nel suo candore, molto più intelligente di quanto riportavano i tabloid, che fino all’ultimo non capirono nulla di lei né delle sue passioni di una sedicenne. La regina Elisabetta volle fortissimamente che la ragazza diventasse la principessa del Galles, e già sapeva dell’amicizia del figlio con Camilla Parker Bowles, che alla regina non piaceva per niente, mentre la famiglia della futura fidanzata di Carlo era aristocratica da generazioni. La ragazza poi, col matrimonio, avrebbe smesso di sembrare un’adolescente e sarebbe entrata nel mondo degli adulti, guardandoli da sopra. Ebbene sì, Lady Diana era alta 1,80 metri, e se osava un tacco importante sovrastava tutti, anche il principe. Dunque accettò il matrimonio, e anche una vita col tacco basso o inesistente. Nessuno poteva immaginare l’amore degli inglesi per la ragazza, che il giorno del matrimonio era semplicemente favolosa. Con le gote che le diventavano rosse per la timidezza innata, salutava dal balcone di Buckingham Palace, raggiante, e il bacio col marito non fu un regalo per la folla e i milioni di telespettatori, ma un bacio lungo, bello, che si trova in mille foto su Internet.
La Angelone però spariglia le carte, perché non ha nessuna intenzione di parlare solo del matrimonio; scrive dell’impegno della principessa, che era per esempio assolutamente contraria alle mine antiuomo, anche se la legge passò quando lei non c’era già più. Se Diana fosse ancora viva, avrebbe limitato l’uso di alcune armi ma non sarebbe di certo riuscita a fermare le guerre. Come madre ebbe due maschietti bellissimi: William e Harry. Ma la favola non poteva continuare e i suoi non erano pretesti banali: in un’intervista alla televisione, Diana disse che erano in tre in quel matrimonio, con Camilla che non fece mai un passo indietro. La separazione nel 1995 e poi il divorzio l’anno successivo chiusero un matrimonio durato quindici anni. E stranamente, dopo aver fatto e detto di tutto, Diana e Carlo tornarono a parlare, non solo su come dividersi i figli: la madre divorziata scherzava e rideva con l’ex marito, perché diceva che nessuno lo conosceva meglio di lei, la quale sapeva e capiva se stava bene o se stava male.
Angelone poi prende tutto lo spazio per parlare dell’incidente stradale, e lo fa senza lasciare niente indietro, anche fatti minimi. Perché la scrittrice sa che sappiamo tutto della principessa morta a seguito dell’incidente, ma sa anche l’importanza di tornare alle testimonianze di chi era presente in quel momento a Parigi, mentre il principe Carlo, devastato dalla notizia, si affrettava a partire, talmente scioccato da dimenticare che la sua ex moglie era con un nuovo uomo, Dodi Al Fayed (e non sappiamo né sapremo mai se l’uomo voleva farle una proposta di matrimonio). D’altronde, il modo di vestire di Diana era cambiato; ora osava il tacco alto e i vestiti erano dei migliori stilisti francesi e italiani.
Diana Spencer. Morte, mito e misteri è un libro che è anche un thriller, ma sicuramente la prima parte ci fa conoscere una ragazza di cui sapevamo molto solo dopo il matrimonio con Carlo. Dopo la lettura del testo di Annalisa Angelone sapremo un po’ di cose inoppugnabili, ma la verità certa non la sapremo mai.
- Autore: Annalisa Angelone
- Genere: Storie vere
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2023
- ISBN: 9788885737846
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Diana Spencer. Morte, mito e misteri
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