Quant’è bella la recente confezione delle novità della collana “Nuova Narrativa Newton”, della casa editrice di Vittorio Avanzini. La versione cartacea, nel formato ridotto 14x21.8 cm, presenta dorsi nero fumo delle pagine e copertine in brossura rigida, illustrate alla maniera retrò dei libri del primo Novecento. Uno dei titoli recenti in catalogo è un thriller storico, L’Incisore. La notte a Firenze non è mai stata così buia e insanguinata (Newton Compton Editori, Roma, aprile 2025, 256 pagine), scritto a quattro mani per la collaborazione del regista autore e sceneggiatore Luigi Boccia con Nicola Lombardi, scrittore ferrarese, soprattutto di noir e horror.
Condotto con disinvoltura, il romanzo ha un carattere moderno. Si avvia con una cadenza intrigante, continua in modo avvincente e termina con un finale che si presta a un sequel, al secondo episodio di una saga. Quante volte Flaviano Aldobrandini è stato contento di non portare armi appresso e non dover fare ricorso alle lame nella maniera sbrigativa di tanti. Eppure è indotto a pensare che questa notte del 1679 non sarebbe stato male avere con sé uno stiletto o altro arnese atto a difendersi.
Il rischio è che la situazione possa rivelarsi più insidiosa di quanto prospettato. Ad ogni buon conto, è rassicurato dalla stazza del servo di Paolo de’ Medici che lo sta guidando a casa del padrone. L’uomo robusto si è presentato come Maso, bussando rumorosamente e in modo concitato all’uscio dell’abitazione fiorentina di Flaviano, intento a leggere un trattato di astronomia. Per un motivo assolutamente riservato, il de’ Medici ha necessità di conferire con “Messer” e anche subito, senza attendere la mattina. Questione delicata: la lettera consegnata da Maso Rolfi sembra firmata con mano malferma, da un Paolo mancato misteriosamente da casa per alcuni giorni. Al rientro, ha fatto chiamare un dottore e inviato a cercare Aldobrandini. Sembra chiaramente una grana, ma sarebbe inopportuno ignorare la richiesta. Se a Firenze Flaviano è ospite gradito, non può permettersi di ricambiare la cortesia rifiutando l’invito di un Mediceo, per quanto di ramo cadetto.
Chi lo ha convocato è un uomo giovane. Giace a letto col capo fasciato interamente da un turbante di garze e pezzuole. Ringrazia Aldobrandini per la pronta risposta al suo appello, a conferma della fama di galantuomo, oltre che studioso d’alta levatura intellettuale. Licenzia il medico dal capezzale e trattiene però la cugina Lidia Grandeschi, ragazza di notevole grazia, bellezza e “parte in causa”, a quanto sostiene Paolo. In effetti non si conoscono, ma il Medici dimostra di sapere tutto di lui. Aldobrandini è imparentato con papa Innocenzo XI, che gli ha affidato indagini portate a termine con grande acume. Ignora quali attriti siano poi sorti con la Santa Sede e non intende conoscerli. Infatti, Flaviano ha dovuto lasciare Roma e si è stabilito a Firenze da un anno, dove si dedica allo studio e conduce una vita irreprensibile.
Se mi sono rivolto a voi è perché conosco il vostro valore, l’arguzia, l’intuito [...] per trovare l’Incisore abbiamo bisogno di tutte queste qualità.
L’Incisore? II primo cadavere era stato rinvenuto meno di due mesi prima, Ettore Mercatanti, stimato speziale, padre di famiglia e proprietario terriero, abbandonato davanti alla cancellata di casa. Era irreperibile da un paio di giorni, ma non si era pensato al peggio. Il corpo presentava un lembo triangolare di cuoio capelluto staccato dal cranio su due lati e sollevato con cura. Sotto, sull’osso, di tutta evidenza un’incisione a forma d’occhio, profonda pochi millimetri. Tutto eseguito con evidente perizia, mano sicura e strumenti adeguati, da qualcuno dotato di competenze di medicina, comunque di scienza. Una sostanza grigiastra incrostava il disegno dell’occhio: mercurio.
II secondo cadavere aveva finito con l’incagliarsi nell’Arno davanti ad alcune lavandaie atterrite. In acqua da giorni, mancava di una porzione di cuoio capelluto, scalpata dal cranio. Stessa incisione sull’osso frontale destro. Era Folco Grandeschi, un colto nobile legato al casato dei Medici e fratello di Lidia. L’assassino misterioso non aveva tardato a meritarsi il nomignolo popolare di “Incisore”, spauracchio dei bambini. “Vien di notte l’Incisore...”.
De’ Medici è stato rapito a sua volta. Aveva bevuto molto con amici in una locanda, uscendo da solo in strada a fine serata. Un rintocco dal campanile di Sant’Aurelio, un colpo alla nuca all’improvviso, il buio. Ripresa conoscenza, si era ritrovato in una cantina o in una cripta, intorpidito da un anestetico. Il rapitore deve avere acceso una lanterna, prima di sovrastarlo. È stato allora che gli ha parlato: “questo è l’occhio che ti guarderà dentro”. Paolo era privo di sensibilità in testa, eppure avvertiva una sorta di pressione, in più punti, un formicolio diffuso che si spostava fra i capelli.
È Lidia ad aggiungere particolari. Certi fatti risalgono a quindici, sedici anni prima, quand’era molto piccola, essendo undici anni minore del fratello. A Firenze operava un medico che praticava l’esoterismo e l’alchimia, Ermete Moraldi. Aveva aperto un laboratorio, in cui impartiva lezioni a gruppi di giovani di famiglie facoltose. Insegnava medicina, naturalmente, ma non solo. Pare fosse una condizione di prestigio l’essere ammessi ai suoi corsi, sicuramente selettivi. Sei, sette studenti al massimo, ogni anno. Era scoppiato un incendio, mai chiarite le cause. Al momento era presente solo Ermete, quasi certamente morto nel rogo, anche se il corpo era stato rinvenuto. Le tre vittime recenti erano stati suoi studenti.
- Autori: Luigi Boccia e Nicola Lombardi
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Newton Compton
- Anno di pubblicazione: 2025
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: L’Incisore
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