Il nuovo saggio della scrittrice e saggista Laura D’Angelo esce nella prestigiosa collana universitaria della Rubbettino Editore, con il titolo Mitografie della modernità tra letteratura e critica (Rubbettino Università, 2026, pp. 204). Un saggio critico, una collettanea di studi, ricerche, interviste che, per un’autrice così prolifica e così allo stesso tempo capace di spaziare dalla saggistica alla poesia, dalla critica alla narrativa, sempre con acuta sensibilità e rigore filologico e testuale, si inserisce come un percorso volto a racchiudere un’esperienza umana e di studio, finalizzato a cogliere e scardinare quegli aspetti costitutivi che nella letteratura della modernità hanno determinato delle vere e proprie mitografie.
Il volume analizza infatti i miti contemporanei nati all’interno della società dei consumi e del progresso, in una doppia facies, che si pone critica e allo stesso tempo legata alla dimensione odeporica del viaggio, dei microcosmi effettivi e culturali, reali e ideologici che accompagnano i percorsi della letteratura all’insegna di un infinito viaggiare.
L’autrice parte da questo assunto: il viaggio dell’uomo moderno non è più quello circolare, rassicurante dell’eroe classico, ma è quello lineare dell’Ulisse moderno, sulla falsariga di quello dantesco, che nel XXVI canto dell’Inferno scopre l’impossibilità di fermarsi. Così, di fronte ad una modernità che si pone come precaria, transitoria e contingente (Baudelaire) ecco che il dramma dell’uomo moderno è quello di trovare dei valori che possano rassicurarlo al di fuori di miti imposti da una società che consuma modi ed esperienze. L’opera si configura come un viaggio interessante che unisce la poesia, la letteratura e la critica letteraria, esplorando microcosmi culturali di ieri e di oggi.
Nel libro, dunque, figurano approfondimenti critici su Gabriele D’Annunzio, Pier Paolo Pasolini, Paolo Volponi, autori che hanno evidenziato la crisi della modernità rispettivamente in rapporto a una visione decadente della vita e dell’arte, in riferimento alla mutazione antropologica conseguente alla evaporazione del padre (Lacan), attraverso le narrazioni della fine, già apocalittiche e di matrice ecologica.
Dante è, in questo senso, l’autore che continua a offrire infinite possibilità di rappresentazioni. La studiosa si sofferma sulle infinite riattualizzazioni della dantistica legate all’universo pop, e sulle rappresentazioni dell’Inferno come condizione moderna, prima tra tutte - sottolinea la D’Angelo - gli inferni della pandemia:
a partire dagli autori del Novecento fino alla nostra contemporaneità, la percezione della crisi, dovuta alla pandemia, e ad un senso generalizzato di paura, di malattia e instabilità, sottolineano la coscienza della fragilità e vulnerabilità quale costante della condizione umana, e individuano nell’Inferno di Dante lo specchio attraverso il quale la letteratura è voce interiore dell’uomo di ogni tempo.
È in questa voce interiore dell’uomo di ogni tempo che si coglie il lavoro dell’autrice, nel dare spazio a quell’umanesimo integrale che ha nel sentire, nel comprendere e nel costruire il senso precipuo di ogni umana grandezza. Per questo nel libro troviamo un D’Annunzio in Giappone, in America, nei riferimenti con la produzione letteraria internazionale. E ancora: spazio all’educazione, all’iter normativo che vede nella scuola inclusiva il segno di una conquista di civiltà. L’autrice, che abbiamo imparato a conoscere con opere poetiche come Mio amore e Cuore puro (Interno Libri Edizioni), ripercorre pagine brillanti tratte da Cuore di Edmondo De Amicis, in quella fase di creazione del popolo italiano conseguente alla proclamata Unità di Italia, e da L’appello di Alessandro D’Avenia. Un percorso che, dalle questioni della più grande letteratura, si interroga sulla didattica speciale e sulla didattica a distanza, sul valore della lettura nell’era della virtualità, sul significato dell’incontro culturale come occasione di crescita. E nel testo sono appunto incontri, dialoghi, accanto allo studio rigoroso, sono luoghi virtuali e reali, voci intense come quelle dei poeti Gabriella Sica, Franco Manzoni, Aldo Nove, Bernard Friot, Giovanni Granatelli, conversazioni con studiosi e autori come Eloisa Morra, Valerio Cappozzo, Anna Maria Milone, Johnny L. Bertolio, e ancora luoghi della memoria e spazi del sentire, come i musei di Brunnenburg e gli archivi digitali: tante tessere di un grande mosaico in cui il mondo è così racchiuso in una grande biblioteca, in cui la meta del viaggio, di ogni viaggio, sono gli uomini.
- Autore: Laura D’Angelo - Laura D’Angelo
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Rubbettino
- Anno di pubblicazione: 2026
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Mitografie della modernità tra letteratura e critica
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