Un giovane commissario Franck Sharko viene inviato sulla scena di un crimine non lontano da Parigi. La vittima, o ciò che ne resta, è stata scoperta da un vicino, sorpreso di vedere la porta d’ingresso aperta. La scena del crimine è sconvolgente: la donna è stata mutilata, torturata, fatta a pezzi, gli occhi tolti dalle orbite e il corpo meticolosamente appeso a diverse corde e sospeso a mezz’aria.
Ecco l’inizio di Treno infernale per l’Angelo rosso (Fazi, 2026, trad. di Daniela De Lorenzo), uno dei primi scritti di Franck Thilliez, il giallista che ci farà incontrare in molti dei suoi libri il commissario Sharko al quale ha deciso di dare il proprio nome, Franck.
L’uomo non è però al top delle proprie capacità: gli ultimi sei mesi sono stati per lui infinitamente stressanti e drammatici perché l’adorata moglie Suzanne è sparita e, nonostante le tante ricerche, di lei non v’è alcuna traccia. Ora però la presenza di Franck al lavoro è più che mai necessaria: la donna ritrovata orrendamente mutilata è la giovane vedova di un notaio, e la sua vita trascorreva tranquilla in una bella villa di campagna. Chi avrebbe voluto la sua morte e, soprattutto, perché si sarebbe accanito su di lei con disumana crudeltà?
L’assassino ha seguito un rituale a dir poco insolito, il modo in cui ha agito forse esclude la vendetta…
La violenza più efferata ha fatto da padrona sul corpo devastato di Martine Prieur, la donna uccisa, ma su di lei non c’è segno di stupro o violenza sessuale, e il mistero si fa ancora più fitto. Il medico legale trova tracce di acqua putrida nello stomaco della donna, liquido di pozzanghere contenente alghe e frammenti di polvere di granito rosa. Perché l’assassino avrebbe voluto somministrare alla donna qualcosa di così disgustoso e, soprattutto, quello è forse un messaggio per chi svolge le indagini? Anche se Sharko cerca le più infinitesimali tracce, non riesce a giungere a granché e torna a Parigi.
Qui il detective si trova di fronte ad altri omicidi e la polizia è in stato di massima allerta. L’unica cosa che accosta le morti è un contesto relativo al sadomasochismo, ma tra di loro le vittime paiono non aver altro in comune. Forse è l’assassino a esser guidato verso un rapporto esasperato nei confronti del femminile?
Va detto che Franck Thilliez, fin dal suo primo libro, ha talento nel presentare bene la sua storia. Molto buono è il suo stile descrittivo e machiavellica la trama, che presenta ai lettori una serie di indizi che paiono un labirinto da cui non si riesce a uscire. Questo è il tipico thriller in cui l’assassino prende di mira l’investigatore, lascia indizi, lo attacca nella sua vita privata e rende l’indagine uno stretto legame con Sharko.
Questi si troverà a mettere in discussione se stesso e le proprie vicende, rendendosi conto che il bersaglio è proprio lui insieme alla sua famiglia. Nell’indagine gli sono vicini alcuni collaboratori, una criminologa e addirittura una sensitiva vicina di casa del commissario. Di chi fidarsi? A chi dare ascolto e chi proteggere? La trama è complessa e non scevra di tanto dolore, anche se riserba un lume di speranza cui aggrapparsi. Sharko districherà mai la matassa e, soprattutto, ritroverà la sua Suzanne?
Treno infernale per l’Angelo rosso è davvero l’esordio sorprendente di un autore che si rivelerà uno fra i migliori giallisti. Franck Thilliez mostra già abilità narrative notevoli e crea in Sharko un personaggio umano e credibile, tanto da permettere ai lettori di identificarsi con i suoi dubbi, le sue debolezze ma anche di apprezzarne la sagacia e il sangue freddo.
- Autore: Franck Thilliez
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Fazi
- Anno di pubblicazione: 2026
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Treno infernale per l’Angelo rosso
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