La silloge di Alessandro Camilletti è caratterizzata dalla brevità come i precedenti versi, pubblicati sempre da PeQuod, nel 2023, Vivo e invisibile, già apprezzato; ora è uscito un nuovo volume col titolo Breviario antalgico (PeQuod, 2025, postfazione di Adriana Gloria Marigo).
Camilletti nell’esergo, tra gli altri, scrive un verso di Andrea Emo: “È distruggendo il nostro dolore / che noi facciamo poesia”. Emo è stato anche un filosofo principalmente, ma le parole danno il senso di chi poeticamente resta spoglio dal dolore che attesta la qualifica di "poeta".
E poi:
lo spirito del tempo / è assenza di spirito / Un sogno il ricordo di stanze abbandonate / Vaghiamo sul dorso / di un evo indecifrato.
Qui il poeta gioca con la parola "spirito" che ha molti significati, e lo fa perché è tutto opaco, indistinto, come avessimo un déja vu, un già visto e conosciuto tra stanze abbandonate. Elemento prezioso per noi i lettori di poesia (siamo pochi e dilettanti). C’è anche la nostalgia del passato, come pure il sollievo di lasciare questo mondo senza per forza capirlo.
Ma più avanti Camilletti scrive di levità e dolcezza, perché sulla scia di avvenimenti di guerre e paure abbiamo la possibilità di bere un caffè al bar senza pensare alle visioni di paesi piuttosto vicini, dove si uccide per un kilometro di terra in più. Il poeta accetta giocoforza di assistere vividamente all’attualità, con i paesi martoriati, ma evitando di scrivere alcunché. Le poesie già sono una cesura tra sogno e realtà, tra guerra e pace, ma Camilletti riempie il suo scritto di estro, di mancanze, di case abbattute, senza eccessiva baldanza; sa che siamo in un mondo infernale, ma lo scrive sempre sottovoce. Vuole sperare che gli uomini e le donne abbiano un bonus di felicità, che non siano pieni di risentimento e odio. Questa plaquette è mirabile, perché il lettore di poesia trova molte caratteristiche umane. Le poesie brevi di Camilletti hanno una buona tenuta e di pregio: fragile, ironica, disperata.
Camilletti si presenta come un poeta esperto, nonostante abbia pubblicato poco. Ad esempio la parola spirito, fra le poesie iniziali, è presente due volte in pochi versi, ma è una necessità.
Chi crede al poeta come a un solitario che vede raramente gli altri esseri umani si sbaglia di grosso. Ecco il sintomo del titolo: un breviario, da una compressa di poesia al giorno; e prosegue con antalgico. La stessa compressa che rende meno doloroso quello che siamo, ma anche versi pericolosi, perché ci danno un mondo dove regna la complessità e il disagio.
- Autore: Alessandro Camilletti
- Categoria: Poesia
- Anno di pubblicazione: 2025
- ISBN: 9788860684295
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Breviario antalgico
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