Quando la terza età non è un peso né una sentenza. Tonino è il più anziano, 86 anni. Alvaro diventa un mago davanti ai fornelli. A 68 anni, Marco possiede il dono raro di sapere ascoltare. Ne ha 72 Gianpaolo, disabile non avvelenato su sedia a rotelle, che gioca a fare il cieco come una talpa. Temistocle, 70 anni portati bene, Teddy come l’orsetto, è il generoso chaperon che nonostante l’età giovanile ha introdotto nella “banda” degli anziani gaudenti il quasi ventottenne Maurizio, l’ingegnere protagonista e voce narrante della commedia con un retrogusto di serietà Divertirsi a 70 anni, della scrittrice laziale Eleonora Cutini, ora nella scuderia di Sheyla Bobba, per le romane SBS Edizioni (aprile 2026, collana “Raccontando”, 382 pagine).
Nata a Bracciano (Roma), l’autrice è laureata in economia alla Sapienza di Roma, con specializzazione in management delle imprese. Artista eclettica, associata al collettivo "Art Global", attiva anche in poesia, ritrattistica e disegno, ha cominciato a scrivere nel 2020, durante il lockdown. Dopo Il ritorno delle ombre, horror fantasy del 2024, questo per SBS è il secondo romanzo ed esplora ironicamente, con calcolata leggerezza, temi come la depressione giovanile e il riscatto personale.
Sono dieci i componenti del gruppo, che si ritrovano in una villa ottocentesca e frequentano discoteche come se niente fosse, spigliati senza esagerazioni ed esibizionismo, ben accetti dai giovani.
Joseph, Jo, anche lui particolarmente simpatico, è un gigante congolese sposato con una caucasica, hanno tre figli. Il bibliotecario Luciano, 68 anni, è assennato, ma non meno scanzonato degli altri. Mario, vedovo sessantacinquenne, capelli ancora scuri per la sua età a parte basette e pizzo bianco, ha il vezzo d’indossare mocassini di colore cardinalizio, rossi. Ivo, 68 anni è stato un alto grado della Guardia di Finanza e ha assolto incarichi importanti in giro per l’Italia. Enrico è sposato con Aurora.
Dieci tempie grigie che si comportano con naturalezza ed hanno trasformato le esperienze nel corso della vita in uno strumento per accettarsi e accettare, vivendo intensamente tutto quello che c’è da vivere. C’è gente che ha paura della morte, soprattutto gli anziani. Altri hanno paura di vivere, soprattutto i giovani. Maurizio, sebbene biologicamente giovane, si sente morto dentro. Colpa di Sophie, ma non solo. La ragazza italo francese con gli occhi blu con cui esce - solo per portare in giro Attila, il beagle dell’ingegnere - lo ha maltrattato di brutto, per un bacio rubato davanti al portone. Mau ha provato delusione, dolore, anche rabbia, per una reazione non solo inaspettata, soprattutto eccessiva. È matta? È avvenuto dieci anni fa ed era frastornato dall’accaduto, quando ha incrociato di nuovo quel signore dall’atteggiamento cordiale, sempre col sorriso aperto, conosciuto nell’ufficio postale.
Maurizio è scosso, si accusa d’avere frainteso la vicinanza di Sophie, piange e quell’uomo comprensivo gli propone un’evasione. Gli dice che fare qualcosa di diverso aiuta a vedere da lontano le “cavolate” che si commettono. Aggiunge d’avere sprecato anche lui tanti anni a temere quanto deve comunque succedere, finché ha capito che la scelta giusta è non avere paura di niente, per quanto il pericolo resti reale. Per il giovane è uno sconosciuto (non sa ancora che si chiama Temistocle, nome buffo, arcaico), potrebbe essere perfino un malintenzionato, un criminale chissà, però ispira fiducia. Gli si affida. È così che raggiungono la villa e gli altri nove pazzi sani della banda al completo. E la vita di Maurizio cambia.
La lezione dell’autrice è questa: non è meglio vivere, invece di passare il tempo a infliggersi ferite psicologiche? Perchè autocommiserarsi sterilmente, morire ora dopo ora per la paura di morire un domani, il più tardi possibile? Perchè “distruggere la propria anima, aprendo le porte a varie forme di depressione, senza che vi sia un valido motivo”?
In una chiara e franca premessa, Eleonora viene in aiuto di tutti i recensori. Inquadra Temistocle come coprotagonista del libro, simpatico settantenne che aiuterà Maurizio in un percorso di crescita personale, facendogli scoprire aspetti meno problematici e grigi dell’esistenza, aprendolo a esperienze, amicizie e passioni condivise con altri, in gruppo, mai più da solo, spingendolo a infilarsi in una serie di vicende anche divertenti, tanto più per un maldestro nato, qual è ’sto ragazzo.
Una prospettiva nuova dell’esistenza serve a curare il male di vivere, è una medicina tutt’altro che amara contro la solitudine, “la malattia più grave del ragazzo”. Apre alla serenità sotto gli aspetti “rosa”. Il nuovo stile di vita è terapeutico anche per gli amici coetanei di Maurizio, in particolare Alessio, con un passato problematico per l’uso di droghe. Ulteriore tema del libro, “legato al mondo della delinquenza, è il mistero di un omicidio che coinvolgerà direttamente i protagonisti”. Avendo fatto anticipare alla scrittrice il risvolto noir del romanzo, siamo certi di non incorrere nel minimo spoiler.
Temistole ha insegnato matematica nel liceo scientifico ed è stato sposato con Mariagrazia, il suo più grande amore, venuta meno da due anni per l’Alzheimer. Ha una coppia di figli, in un’altra città, un maschio, Luca e Rosa, che a quanto pare dev’essere stata una bella peste da piccola. Teddy è una guida insperata, un mentore che consiglia ma non giudica, tanto meno condanna. Anche il ragazzo però, a queste pantere grigie fuori registro ma non fuori di testa, ricorda qualcosa di ciascuno di loro, che nonostante le difficoltà di ieri si sono rimessi in carreggiata, hanno trovato nuovi stimoli e prospettive.
È evidente che nel romanzo i vecchi non sono gli anziani, ma i giovani. Non bisogna mai smettere di divertirsi, nemmeno a 70 anni!
- Autore: Eleonora Cutini
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2026
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Divertirsi a 70 anni
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