Mi è capitato più volte di scrivere parole su Michela Zanarella, che ha pubblicato molto e con molti riconoscimenti. Tradotta in quindici lingue, mi sembra una voce fresca e sempre in punta di penna del panorama poetico italiano.
Se oggi c’è uno scollamento vita e arte, e spesso si scivola nel già detto del dozzinale, o assistiamo a una poesia di maniera che copre il deserto emotivo dei giovani e non più giovani poeti, in Michela, al contrario, la divaricazione si ricompone e la sua poesia sembra sgorgare dalla sua anima in ricerca sensoriale ed emotiva. Una poesia della naturalezza cui si accompagna un sapiente labor limae. Né manierismo né ermetismo di ritorno, ma aderenza alla sua realtà psichica che si espande in armonia con l’energia cosmica.
Vi propongo due estratti della nuova raccolta dal titolo Eterna creazione (Pequod, 2026), in riferimento a quello che è per Michela la poesia.
Se la vita è una creazione, come l’io che la pensa e la progetta, un castello di sabbia che viene messo in crisi da un alito di vento, se l’uomo è davvero ombra di un sogno, dacché è nata la poesia, questa è per noi mortali creazione eterna. È il varco nella maglia che stringe della mortalità, è la possibilità che si fa carne dell’uomo, è il Verbo, quiete e tempesta. Il luogo leopardiano della speranza che si rinnova Illusione, certo! L’ultima illusione di Giacomo.
Eterna creazione e creazione eterna: il significato cambia. Costruzione che sposta in continuazione i tasselli del puzzle, la disposizione degli elementi è un costante e salutare affannarsi. Da sempre creazione, la più elevata forma di vita, a suo tempo riassorbe le molteplicità del Reale e le distilla in un atto puro. Eternamente in movimento, si modifica sempre a caccia di parole. E contemporaneamente si guadagna l’immortalità, da Saffo a oggi; guadagnarsi l’immortalità non ha nulla a che fare con l’esteriore, ma con ciò che è più autentico e vero.
La felicità consiste nello scegliere ciò che più appaga interiormente, si dà scegliere la vita e non la morte. La poesia è la più dirompente pulsione di vita, eterna creazione, che ci apre le porte all’ Eternità. La poesia di Michela, leggera nella profondità, ci apre ottimistici scenari di rinascita in un giorno d’inverno. In una visione panteistica, di armonia e compenetrazione, ci propone una rinascita quotidiana. L’inverno non è solo gelo, è anche luce e sole, in una visione escatologica. La brevità che le appartiene giova alla comprensione e all’ascolto. La poesia si muove dall’interno verso l’esterno affidandosi a un percorso di conoscenza e meraviglia.
Inverno. Alba.
Reagire alla luce
come se fosse cosa rara
la bellezza.
[...]
è sempre stato l’amore a difendere la vita
a rintracciare nel buio il sacro da cui ogni cosa proviene
se mi riempio l’anima di sole è per tornare da me
quasi pronta a credere un po’ mio l’eterno.
- Autore: Michela Zanarella
- Categoria: Poesia
- Anno di pubblicazione: 2026
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Eterna creazione
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