Dicono che due particelle possono avere un legame così forte da cambiare direzione nello stesso istante a un milione di chilometri di distanza. Una danza cosmica che supera il tempo e lo spazio. Non sono abbastanza intelligente da sapere se è vero. Ma mi piace pensare che ogni momento possa essere così intrecciato a un altro, legato per sempre, che il tempo e lo spazio perdono importanza.
Dopo il sorprendente L’ultima cosa bella sulla faccia della Terra, Michael Bible continua la sua discesa dentro l’inferno delle anime umane e, in Goodbye Hotel (Adelphi, 2025, trad. di Martina Testa), ripropone un evento cruciale (un incidente di macchina che coinvolge due ragazzi Francois ed Eleanor) come un big bang primordiale dal quale nasce il tempo e nel quale, come un buco nero, il tempo viene riassorbito.
La Costante è proprio questa variabile temporale in cui le cose succedono contemporaneamente nel labirinto delle possibilità. In una prosa asciutta e poetica che si muove tra Salinger e Faulkner, Bible rende una situazione soggettiva universale moltiplicandola in punti di vista differenti. L’aggiunta di due tartarughe, Lazarus e Little Lazarus, che hanno un ruolo fondamentale nella relatività degli accadimenti umani, testimonia la piccolezza dell’esistenza umana di fronte a lunghi intervalli temporali. I protagonisti sono angeli perduti che non riescono più a trovare il senso e la direzione del loro cammino. Francois e Eleanor si disperdono in un evento primordiale che li separa dal paradiso perduto di Harmony. Harmony diventa un luogo lynciano, in cui non si può neanche chiedere "in che anno siamo"?
Il Goodbye Hotel è il luogo del tempo perduto e mai ritrovato, della dissoluzione del sé di fronte all’insensatezza dell’esistenza umana; è il Boulevard of Broken Dreams in cui il sogno americano si frantuma irreversibilmente.
ll finale è uno sguardo commovente sull’ultima cosa bella sulla faccia della terra, poi si ritorna nell’Apocalisse. Dopo terremoti, catastrofi naturali, cambiamenti ambientali irreversibili nella tabula rasa dopo la scomparsa dell’umanità, rimane Little Lazarus con i suoi due secoli di vita. Il suo punto di vista è l’unico possibile ed è l’ultima testimonianza di un ricordo ormai appannato dal tempo. Selvatico e senza più nessuno.
Sì, Bible si conferma tra le voci più originali e innovative della letteratura mondiale senza dover ricorrere al romanzo-mondo, 156 pagine che sfilano via in tre ore.
- Autore: Michael Bible
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Adelphi
- Anno di pubblicazione: 2025
- ISBN: 9788845939891
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Goodbye Hotel
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