I mariti di Holly Gramazio (Einaudi, 2025, trad. di Benedetta Gallo) è una commedia fresca e accattivante, apparentemente disimpegnata ma ricca di spunti di riflessione sui rapporti affettivi e sulla felicità.
Lauren è una normalissima ragazza inglese, impiegata senza troppe ambizioni presso il Comune, ha una sorella, due nipotini, una madre che vive all’estero, un ottimo rapporto con i vicini di casa, qualche amico, un ex fidanzato stronzo. Insomma, è un po’ tutte noi.
Il libro inizia quando, tornando a casa dall’addio al nubilato di un’amica, Lauren trova il marito ad attenderla. Tutto apparentemente normale, solo che lei non è sposata, o meglio non sa di esserlo. Perché quello è davvero suo marito, e come tale lo conoscono gli amici, i vicini, la sorella, i nipotini. Ci sono le foto del matrimonio, gli scambi di messaggi, i suoi vestiti nell’appartamento, che è più bello, più ordinato, un tantino diverso. Lo sconcerto aumenta quando il marito sale in soffitta e scampare in uno sfarfallio elettrostatico, al suo posto scende un marito tutto nuovo. Così Lauren scopre di poter cambiare compagno ogni volta che le va, e lo fa a ripetizione, cercando l’uomo ideale e a volte perdendosi un marito che sale in soffitta di sua iniziativa. Fino all’arrivo di Bohai, che sta vivendo la stessa situazione di Lauren ma all’incontrario. Cioè è lui quello che entra ogni volta nella vita di una moglie diversa, cambiando casa, paese, mestiere. E i due decidono di concedersi una vacanza e diventano amici. Ma non dura e così ricomincia il carosello di consorti, che a volte ritornano: stesso uomo ma diverso matrimonio, come con Amos, che è l’ex fidanzato stronzo di Lauren e una volta ricompare mentre stanno divorziando. Così lei può essere di nuovo single e scoprire che non le piace affatto. E allora ricomincia l’andirivieni dalla soffitta. Finché Lauren realizza che, forse, la felicità non sta nel marito perfetto.
Lo stile è lineare e scorrevole, piacevole alla lettura e senza quegli eccessi iperbolici che caratterizzano certe commedie rosa. Deliziose le caratterizzazioni e i giudizi fulminei su certi mariti; notevole l’idea, molto originale e ben strutturata, e anche il messaggio che trasmette non è privo di profondità. Dietro la facciata da commedia c’è infatti una riflessione su come la nostra esistenza cambi quando cambia la persona che abbiamo scelto, o tra l’essere single o in coppia. Perché ciò che ciascuno di noi è non dipende solo dalla nostra personalità e dai nostri vissuti, ma anche da chi ci sta accanto e da ciò vede in noi e ci dà o toglie la voglia di tentare, fare, essere. Ogni storia d’amore crea un rapporto sinergico e si finisce con l’essere il risultato di quella sinergia. È una cosa che chiunque abbia vissuto, con dolore o con sollievo, la fine di una relazione in fondo sa già. Per questo è così facile ritrovarsi nella tesi di questo libro, che però suona rivelatoria, perché quando ci si passa non ci si pensa: in una separazione, del resto, c’è ben altro a cui pensare.
Ma la riflessione più interessante indotta da questo libro è un’altra, e riguarda l’adeguamento. Perché in un rapporto ciascuno si adegua all’altro (la volpe del Piccolo Principe direbbe che ci si addomestica) e il risultato magari non è perfetto, ma è quello in cui ci riconosciamo e che ci appartiene; e il segreto la felicità, forse, sta proprio nell’accettare quell’equilibrio imperfetto.
- Autore: Holly Gramazio
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Einaudi
- Anno di pubblicazione: 2025
- ISBN: 9788806261863
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: I mariti
Domanda alle signore: cosa pensereste se, di punto in bianco, vi trovaste nella situazione di poter cambiare marito in un attimo, semplicemente pregandolo di salire in soffitta per qualche motivo totalmente inventato? Questo è quello che succede alla giovane Holly in questo romanzo in bilico fra chick lit e fantascienza, ironico e divertente ma con un sottile velo di inquietudine che lo pervade di pagina in pagina. Holly è una single che non si è ancora ripresa del tutto dalla batosta inflittale dal suo ultimo fidanzato, Amos, con il quale la rottura è stata piuttosto turbolenta. Un giorno, di rientro dall’addio al nubilato della sua migliore amica (e forse non è casuale che il girotondo dei mariti inizi in un momento in cui si trova inevitabilmente a paragonare la sua vita a quella della futura sposina, e magari anche a provare, inconsciamente, una certa voglia di emulazione), trova… suo marito ad aspettarla a casa. Dopo un primo attimo di sbandamento, però, scopre anche che la sua soffitta ha il magico potere di farle cambiare marito in un attimo: basta che il malcapitato percorra la scala a pioli e vi entri, per essere immediatamente sostituito da un altro uomo. A ogni sostituzione, anche la vita di Holly viene sostituita: cambia l’arredamento della sua casa, il suo lavoro, la sua situazione economica, perfino i rapporti con amicizie e famiglia. Inizia così una girandola di rapporti a volte brevissimi e a volte più lunghi, a volte tranquilli e a volte tossici, a volte innocui e a volte tali da lasciare un segno che non si cancella. A un certo punto, però, Holly si imbatte in Bohai, e intuisce che anche lui sta vivendo la stessa situazione: lo ferma, perciò, prima che possa lasciarla, e da questo nasce una grande amicizia. Bohai ha avuto sia mogli che mariti, e con Holly tenta di mettere su un rapporto più simile a un mutuo soccorso che a un matrimonio, con la regola ferrea di non avere nessun coinvolgimento sentimentale. Non funziona: si lasciano, ma non smetteranno mai di mandarsi messaggi, restando uniti anche a distanza in questa peregrinazione fra partner vari. In un paio di occasioni Holly si ritrova con Amos, e nella seconda lui la lascia senza passare dalla soffitta. Lei cerca di apprezzare la vita da single, ma si rende conto che è più difficile di quanto sembri. E quindi, che fare? Continuare a inseguire il partner perfetto, o rendersi conto che, nella vita e nell’amore, adattarsi è necessario?
Questa metafora molto trasparente della ricerca del partner ideale traccia un ritratto accurato dei single dei nostri giorni, e ripropone la fatidica domanda: è davvero necessario accompagnarsi? Con che cosa paghiamo la fine della solitudine? All’inizio il romanzo appare un po’ ripetitivo e piuttosto lento, ma poi la storia si sviluppa e diventa coinvolgente. Come appassionata di fantascienza, ho piuttosto sofferto alcune incongruenze (se lei cambia marito cambia anche la vita di Bohai ma non viceversa) e il fatto che, alla fine, non venga fornita una spiegazione all’assurdo fenomeno. In realtà, la trama vuole semplicemente farci riflettere sulla nostra vita e su quella grande illusione chiamata amore, principe azzurro, coppia perfetta. Come potrà Holly porre fine a questo girotondo di partners? E con quali conseguenze?