Sarà che molti suoi libri sono ambientati sempre a Bellano, una cittadina vicino Lecco, dalla parte del lago di Como. Sarà che c’è nel suo scrivere un ottimismo solo sulle ’sudate carte’, perché Andrea Vitali il futuro lo fa intravedere e c’è poco da dire, mentre il presente è orribile tra guerre e presidenti di grandi nazioni, uno in particolare, completamente fuori di testa. Ma lo scrittore ambienta le sue storie nel suo piccolo paese, con gli avvenimenti fermi e sempre uguali. Scrive, non sempre, come se i tempi passati fossero più semplici, e lieti. E fa uscire l’ennesimo romanzo dal titolo I rimedi del dottor Aiace Debouché (Garzanti, 2025).
Nel 1921 c’è un nuovo dottore in farmacia, Aiace Debouché, che cerca una farmacia, ché il precedente non né può più. I Debouché sono persone di quella piccola borghesia che fece in modo che al potere ci fosse uno "dritto" come Benito Mussolini. Perché le donne non vogliono più fare lavori domestici in casa, vogliono uscire all’aperto. Nei ricordi Aiace trova tutte le sue provette e erbe officinali, per continuare ad aiutare il paese che è affetto quasi tutto del malanno della stitichezza. Devo trovare il medicinale; l’autore ci fa capire che Aiace aveva la sua farmacia, ma che gli mancavano la moglie e dei figli. Senza figli, nel 1921, eri un disgraziato, e lui nei ricordi trova solo fallimenti.
Quando il padre lo accompagnò in un casa di tolleranza, sapeva bene come arrivarci. Cadeva in tentazione rare volte, per non disturbare la moglie che magari dormiva. Dunque al padre piaceva tutto, Aiace non era interessato, ma fu trascinato in camera dove una prostituta le aveva provate tutte, ma dovette rassegnarsi, stremata. Ma non era nemmeno che avesse una passione per un altro ragazzo. Nulla, un muro piallato. Il padre se ne accorse e per questo cominciò a trattarlo in modo burbero, anzi gli disse di vivere da solo, e di trovare una farmacia tutta sua. Nel frattempo era arrivata Virginia, la figlia del droghiere, che aveva fatto gli studi in Svizzera, parlava correntemente francese e inglese e suonava il pianoforte. Aiace si incapricciò subito e iniziò a corteggiarla, facendo inorgoglire il padre Debouché.
Tenendo da conto le poche parole che aveva detto dove c’era il termine "donne", ma in Virginia c’è un fuoco di passione e più tardi anche Aiace prefigurava una famiglia coi bimbi. Nel viaggio di nozze, però non era accaduto niente.
Tornarono e Virginia era una furia, una ragazza di venti anni, molto bella, a vivere tra beghine e bottegai. Il matrimonio fu uno spettacolo, il padre di Aiace si scusò per il lontano errore di anni fa. Ma il padre aveva un brutto trasalimento. E infatti la prima notte non accadde niente, come si è scritto. Aiace era un uomo impotente, senza disperazione. Lo sapeva dalla pubertà e mai ci tornava sopra, ma i lettori potranno conoscere Virginia col suo amore Oreste.
Questo romanzo di Andrea Vitali è delizioso pur con meno brio del solito, forse perché l’ordito narrativo è sulla vita di un infelice.
- Autore: Andrea Vitali
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Garzanti
- Anno di pubblicazione: 2025
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: I rimedi del dottor Aiace Debouché
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