Il tema del dialogo tra adulti e bambini, ma soprattutto tra genitori e figli, è sempre affascinante e fonte di ispirazione per molti scrittori. Di certo la differenza nel modo di affrontarlo dovrebbe essere notevole a seconda della fascia d’età al quale un libro su tale tema si rivolge.
Jon Fosse, scrittore norvegese e vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 2023, ha scritto tra le sue molte opere anche albi illustrati per bambini, alcuni dei quali sono stati da poco pubblicati in Italia. Tra di essi c’è Il sogno del gigante (Iperborea, 2026, trad. di Eva Valvo, collana I Miniborei), che racconta l’affascinante dialogo sui misteri dell’universo tra Kristoffer, un bambino norvegese di 8 anni, e suo padre.
Tutto avviene una sera prima che il piccolo protagonista si addormenti, in quanto lo assalgono dubbi e curiosità su temi esistenziali, e per questo non riesce a prendere sonno. Kristoffer in genere legge Topolino prima di addormentarsi, ma se si mette a pensare ecco che domande di grande importanza si fanno strada nella sua mente come in questa sera che è al centro del racconto. Decide quindi di rivolgersi a suo padre, dato che la mamma è impegnata in un turno di notte nel suo lavoro in ospedale per assistere i malati di tumore. Kristoffer spera che suo padre possa sciogliere tali nodi e possa così riprendere serenamente a dormire. Kristoffer in particolare non riesce a spiegarsi come l’universo possa essere infinito come gli è stato detto, perché secondo il suo modo di pensare ogni cosa ha una fine. Se così fosse e quindi anche l’universo fosse finito, cosa c’è dietro di esso? Gli capita spesso anche di immaginare che da qualche parte nell’universo ci sia un gigante e che noi potremmo forse essere solo il suo sogno e quindi non esistere davvero. Di fronte a tutti questi interrogativi, in parte anche un po’ inquietanti, il padre del piccolo protagonista cerca di tranquillizzarlo attraverso però un discorso filosofico che si basa anche e soprattutto sulla lettura e lo studio di Kant, attraverso il quale lascia spazio a più ipotesi possibili. Quale è la reazione di Kristoffer di fronte a tali discorsi del padre? Lasciando il semplice ma significativo finale alla curiosità dei lettori, un’analisi di tale racconto è necessaria.
Il tema generale affrontato da Jon Fosse del dialogo intergenerazionale e l’idea iniziale dalla quale parte questo piccolo libro per bambini sono senza dubbio i punti forti della storia. Il problema nasce però dalla scelta di rivolgersi a un pubblico principalmente di piccoli lettori scegliendo un argomento molto complesso e utilizzando dialoghi poco verosimili se riferiti a un bambino di 8 anni. Difficile credere che un bambino si ponga infatti quesiti così complessi con uno sguardo lucido e razionale e in alcuni passaggi del racconto con una maturità che ricorda più quella di un adulto. Inoltre, e questo è il punto chiave, manca una soluzione e un finale rassicurante che nei libri per bambini è assolutamente fondamentale per rendere la storia adatta a loro. Il finale aperto può essere una scelta sensata, quella cioè di fornire più scenari possibili, a patto che ci sia una risoluzione della vicenda, della quale i bambini necessitano e ricercano molto più degli adulti. Il problema sta nel fatto e qui emerge il punto centrale, che ancora una volta Jon Fosse, come già chi scrive aveva riscontrato in un altro suo racconto, non disegna una vera e propria trama in questo racconto. Esiste un tema, uno spunto che viene approfondito solo in parte, ma non c’è una caratterizzazione forte dei personaggi, non c’è uno sviluppo sostanziale della vicenda, che rimane sospesa lasciando ai lettori la possibilità di trovare una loro personale risposta d’interpretazione. Se questa è sicuramente una scelta legittima e che può risultare efficace per un pubblico adulto, il discorso non è altrettanto valido per i piccoli lettori che da un libro desiderano imparare qualcosa ma anche ricevere delle risposte chiare ai loro interrogativi e non rimanere nel dubbio e nell’ incertezza.
Scegliere di scrivere un libro per bambini non sapendo queste nozioni fondamentali che esso deve avere significa avere una scarsa consapevolezza di come esso deve essere strutturato. A dimostrazione che scrivere un libro per bambini non è per tutti e non basta essere un autore di fama internazionale. I bambini hanno esigenze e una sensibilità diversa dagli adulti.
Jon Fosse è nato nel 1959 a Haugesund nella contea del Rogaland nel sud ovest della Norvegia vicino al capoluogo di Stavanger, quarta città più grande di questa nazione, ed è considerato attualmente dalla critica lo scrittore norvegese vivente più famoso e importante nel panorama letterario. La sua notevole produzione spazia con grande disinvoltura dalla narrativa al teatro, dalla poesia alla saggistica.
Il sogno del gigante è un albo illustrato pubblicato in Norvegia nel 1990 e che ha come titolo originale Kant, e già tale scelta assai singolare e discutibile per un’opera per bambini dimostra la poca dimestichezza di questo autore con i libri a essi rivolti. Le illustrazioni sono realizzate da Akin Duzakin, nato in Turchia ma trasferitosi da tanti anni in Norvegia e diventato cittadino norvegese. In Italia è un stato pubblicato da Iperborea nel 2026 con l’ottima traduzione di Eva Valvo, che si conferma una delle più brave traduttrici in Italia soprattutto di libri per l’infanzia e per ragazzi sia dal danese che, come per questo, dal norvegese. La scelta decisamente più sensata, pertinente alla storia e adatta ai piccoli del titolo del libro, conferma la sua bravura che rende migliore l’intera opera.
È consigliata quindi la lettura di libro ai bambini affiancati da un adulto capace di poter fornire chiarificazioni e risposte un po’ più personali e meno vaghem qualora il piccolo lettore lo desiderasse.
Naturalmente la valutazione su Jon Fosse come autore di libri per bambini si limita a quest’opera e chi scrive è pronto a ricredersi qualora, leggendo in futuro altri titoli rivolti ai piccoli lettori di questo scrittore norvegese, notasse una maggiore consapevolezza di come essi debbano essere strutturati. Il sogno del gigante rimane comunque un libro per bambini ben scritto con uno spunto iniziale estremamente interessante e un’atmosfera suggestiva, rivedibile in alcune parti, ma di certo utile per aprire la mente anche dei piccoli lettori e stimolarli ad abbracciare la complessità della nostra esistenza.
- Autore: Jon Fosse
- Genere: Libri per bambini
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Iperborea
- Anno di pubblicazione: 2026
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Il sogno del gigante
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