L’eleganza, di un abito o di una persona, come tende a precisare il dizionario è sinonimo di raffinatezza. Si sa, però, che l’aggettivo “elegante” può essere anche cucito attorno a un battito d’ali di una farfalla, attribuito a parole scritte o si può riconoscerlo nella vivacità di un tramonto estivo. Brian Greene, fisico statunitense, veste l’intero cosmo di questo aggettivo, nel suo saggio L’universo elegante. Superstringhe, dimensioni nascoste e la ricerca della teoria ultima (Einaudi, 2025, trad. di Luigi Civalleri e Claudio Bartocci).
Greene, professore alla Columbia University e tra i maggiori studiosi della teoria delle stringe, offre la possibilità di immergersi in un abisso di concetti che difficilmente risultano comprensibili a chi, di fisica, ricorda principalmente i voti del liceo. Così il professore, sin dalla “Parte Prima: i limiti della conoscenza”, afferra il lettore e lo trascina con sé, liberandolo dalle stringenti catene di idee prestabilite, fino a condurlo alla semplice visione di un universo nuovo: un universo vivo, mutevole, misterioso, danzante, elegante.
Leggendo le parole semplici di Greene e afferrando i suoi concetti come margherite su un prato, viene da pensare a quanto, in realtà, ciò che ci circonda dipende unicamente da come viene letto. Se letto con difficoltà, apparirà ostico e riluttante. Se letto con gli occhi di chi, invece, vede la semplicità nelle forme più complesse, allora tutto diverrà lineare e leggiadro, come un’espressione di sé trascritta su carta.
Brian Greene fa questo. Il professore non vuole complicare la vita a nessuno dei suoi lettori amatoriali, anzi, il suo scopo è proprio quello di sussurrare a ciascuno che, tutto quello che abbiamo sempre pensato sulla fisica, è in realtà da cestinare. Solo così il pensiero sarà libero di indagare e scoprire le forme eleganti di un universo che continua a sorprendere, e che genera la grande culla che abitiamo. Leggere le parole di Greene è capire che tutto ciò che si muove in noi e attorno a noi, che ci riguarda. È volgere lo sguardo al cielo, in una notte limpida, e vedere la danza di un universo in movimento.
Greene, con le sue semplici parole, spiega quindi i “come”, tenuti per molto tempo in uno scantinato polveroso. Non spiega però i “perché”, nonostante l’attrazione che ne suscitano. I “perché” sono chiusi in una teca di cristallo in qualche profondità remota del cosmo; sono invece i “come” a donare il vocabolario necessario per interpretare la realtà dei curiosi. Greene quel vocabolario lo impasta, lo prepara e lo serve, in qualche pagina di un saggio che sfama la voracità data dal bisogno di dare almeno un contorno a ciò che ci circonda. Nella ricetta il fisico aggiunge una spolverata della teoria delle stringhe che, addolcita nel suo stile con semplicità, diventa un pensiero che può sovrapporsi a quelli quotidiani.
Questa è la forza di Greene, questo è il grande potere di un professore: rendere semplice, agli occhi degli altri, quello che da sempre è sembrato complicato. E quando ci renderemo conto che la nostra realtà è genuina, forse smetteremo di complicarcela con le nostre stesse mani. Iniziando così ad ammirare tutto ciò che di elegante c’è, oltre ad abiti e persone.
- Autore: Brian Greene
- Genere: Scienza
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Einaudi
- Anno di pubblicazione: 2015
- ISBN: 9788806225797
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: L’universo elegante
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