Sebastian Fitzek, già conosciuto come giallista per i suoi La Terapia e Portami a casa, torna in libreria con Mimica (Fazi, 2025), un altro thriller mozzafiato scritto con la collaborazione di Dirk Eilert, il maggior esperto tedesco di mimica facciale e di linguaggio del corpo, e tradotto da Elisa Ronchi.
Il prologo descrive una morte tragica che sarà un segno indelebile nella vita di uno dei protagonisti. Ventisette anni dopo Hannah Herbst è una donna affermata con una famiglia serena e un lavoro in cui lei è specializzata. Il figlioletto, incuriosito dal suo ruolo:
“Mamma cos’è che fai di lavoro?” le aveva chiesto Paul per la prima volta l’anno precedente. Lei aveva risposto: “Leggo i volti”.
Gli aveva spiegato che, in qualità di esperta di mimica facciale, il suo lavoro consisteva nel prestare attenzione ai minimi mutamenti dei muscoli del volto di un interlocutore: il movimento di labbra e mento, occhi e naso, sopracciglia e fronte. Rapidissime microespressioni, insomma, che rimanevano, per quanto uno potesse esercitarsi, incontrollabili.
“È così che capisci se uno sta mentendo?”
“Sì, ma anche se ha paura, prova disgusto, gioia o tristezza”.
Sette anni dopo il colloquio con un Paul ancora piccino, un giorno qualunque, Hannah si risveglia in una stanza anonima, forse un motel: ha braccia e gambe legate e non ricorda assolutamente nulla né della sua famiglia né di se stessa
Dalla sua gola secca come il deserto uscì un unico disperato rantolo, espressione della terribile consapevolezza di trovarsi non solo fisicamente ma anche psicologicamente indifesa e in balia di chissà chi.
L’unico rumore nella stanza proviene da un televisore che sta trasmettendo una conferenza stampa che attira l’attenzione della donna
Buon pomeriggio a tutti. Riteniamo doveroso mettere in guardia la collettività in merito al pericolo rappresentato da Lutz Blankenthal, altrimenti noto come “Il Chirurgo”. Ieri sera è riuscito a fuggire dalla clinica carceraria Buch di Pankow. Il cinquantasettenne è un criminale estremamente pericoloso. Quest’uomo è riuscito a ricoprire incarichi da medico in vari ospedali senza aver mai studiato Medicina: ha ingannato decine di esperti ma soprattutto ha tradito la fiducia dei pazienti che si erano affidati a lui, a volte facendo perdere loro la vita.
In quel momento entra l’uomo nella stanza e si presenta ad Hannah come il ricercato, incutendo nella donna estremo terrore. Cosa vorrà quest’uomo da lei? Chiede di essere liberata ma lui continua così:
Non posso liberarla. Ho troppa paura di lei. Io non ho mai ucciso deliberatamente, al contrario di lei, signora Hannah Herbst!
Ma come può dire queste parole di lei, quando la televisione lo ha appena definito “sociopatico, sadico e spietato”? La risposta non tarda ad arrivare : lui la definisce un’assassina. La donna non ricorda nulla; è dolorante ed è lo stesso Blankenthal a spiegarle il perché si sia rivolto a lei con parole così crude. Le avvicina al volto uno smartphone nel quale si vede un video.
Interrogatorio di Hannah Herbst, carcere di Moabit. Oggi è il 13 ottobre duemila… La registrazione avviene su sua richiesta, signora Herbst.
“Soffro di una rara intolleranza ad alcuni farmaci. Gli anestetici scatenano in me un’amnesia transitoria. Può durare dalle ventiquattro alle quarantott’ore. Per questo ho chiesto che la mia dichiarazione venisse filmata. Sono un’esperta di mimica facciale. Negli ultimi tempi sempre più coinvolta, assieme alla omicidi nel caso del ’Pescatore’ un criminale efferato esclusivamente interessato ai ragazzini.”
L’ispettore allora le pose la domanda fondamentale: “Cosa ha fatto stanotte signora Herbst?”
“Sono tornata a casa dopo l’ennesimo infruttuoso interrogatorio di un sospettato. Ho pensato a un piano perché improvvisamente tutto mi era più chiaro che mai. Almeno ho ottenuto qualcosa. Li ho liberati. La mia famiglia. Prima ho ucciso Kyra, poi ho proseguito verso la stanza matrimoniale dove stava dormendo mio marito. Gli ho tagliato la gola. Si è ribellato e ho avuto paura che svegliasse mio figlio Paul.”
“Cos’ha fatto a Paul?”
“Paul era fuggito. Scappato dalla finestra.”
Il video getta la donna nella più cupa disperazione. Com’è possibile tutto ciò? Ed è proprio lei la criminale nella quale ancora non si riconosce?
Da qui in poi saranno tutto un susseguirsi di scene ad alta tensione: tra le figure che intervengono nella storia c’è Fadil Matar, l’ispettore con cui tanto la protagonista ha collaborato, e poi c’è Telda Sams, l’amica più intima, la donna che aveva cercato Hannah nel motel. Mano a mano che evolvono gli eventi, molto di drammatico ancora si legge. C’è il ritrovamento del padre di Hannah ucciso da una corda di chitarra, il suicidio di un medico che, come scopre proprio Blankenthal, aveva abusivamente fatto risonanze magnetiche a bambini ancora piccoli. Che questo riporti al caso del “Pescatore”?
Il ritmo si fa più serrato e Hannah, che comincia a ritrovare la memoria, si trova a districare più casi in una sola volta, anche e soprattutto con l’aiuto delle sue capacità nel leggere la mimica dei volti. Affronta una se stessa in cui piano piano si riconosce, ma sono gli altri, in particolare chi le è sempre stato vicino, a rivelarle verità sconvolgenti. In un rincorrere la verità fino all’ultimo secondo Hannah, ferita, dovrà nuovamente essere operata e quindi dimenticherà di nuovo… quello che all’ultimo minuto, con un colpo da maestro, Sebastian Fitzek svelerà come la peggiore fra le verità.
Mimica è davvero un thriller coinvolgente e l’autore sorprende i lettori una pagina dopo l’altra con ritmi convulsi ma anche ben orchestrati. Un’unica raccomandazione: il libro va letto una pagina dopo l’altra senza tentare di sbirciare il finale! I lettori si perderebbero scene mozzafiato, a volte disumane e crudeli, a volte, invece, frutto di dolorosi traumi di alcuni personaggi.
- Autore: Sebastian Fitzek
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Fazi
- Anno di pubblicazione: 2025
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