Tommaso sta perdendo la memoria e a poco servono le cure di quei medici che cercano di aiutarlo.
«Sto perdendo la memoria».
Ecco, ho detto questa madornale sciocchezza, come se fosse possibile riassumere la mia dissociazione mentale con queste quattro parole.
«Cos’è che non ricordi? Nomi? Fatti? Appuntamenti?»
«No, quelli li ricordo fin troppo bene».
«Allora, cos’è che non ricordi?» incalza.
«Non ricordo chi sono».
Piuttosto che un’amnesia vera e propria, la sua è una condizione di disagio. Perché non riconoscere più se stesso, nella vita quotidiana, accanto alla moglie e i due figli? Cosa ci fa lì, con quella gente? Un estraniamento che lo induce a cercare motivazioni e a prendere le distanze dalla suddetta famiglia.
Molto presto comprende che il passato deve avere giocato un ruolo importante e che, probabilmente, qualcuno si è divertito a impersonare una sorta di deus ex machina con la sua memoria, decidendo cosa lui potesse o meno ricordare. In sogno iniziano ad apparirgli quindi degli spezzoni: ricordi vari che hanno un unico denominatore, ovvero il nome di una donna: Vanina. Chi è costei e quale ruolo ha avuto nel suo passato?
Senza rivelare oltre, perché è bello che il lettore scopra l’atroce verità per gradi e non imbeccato da una recensione, i tasselli andranno a comporre una storia incredibile e terribilmente cruenta, che porterà a diversi colpi di scena, ultimo il botto finale.
Perdita di memoria di Simona Conte (Eretica Edizioni, 2026) è una storia di grande impatto, dove il climax si aggiudica un percorso netto. Tommaso è un eroe negativo, come del resto lo è Vanina. Nei loro confronti non può esservi compassione, eppure sono soggetti che bucano la pagina. Sono molto più umani e contemporanei di quanto si possa immaginare, merito dell’autrice che è stata brava a tenere alto l’interesse. Attraverso una prosa puntuale e ben curata, infatti, descrive sensazioni e situazioni al limite dell’ordinario, di gente che sostanzialmente delinque. Con pochi dialoghi, senza dubbio estremamente efficaci.
Un libro consigliato, perché è la conferma che nelle storie brevi si nasconda sovente qualcosa di profondo e molto ben strutturato. Mondi diversi da noi (almeno si spera!) che però fanno riflettere. Cosa saremmo disposti a fare per amore? L’essere umano può redimersi, in qualche modo, oppure è destinato a espiare le proprie colpe solo attraverso il sacrificio ultimo? E, in questo modo, davvero si riscatta? Cosa decidiamo di salvare, dei ricordi, nonostante tutto? E quanto siamo portati a giudicare, da osservatori esterni di un operato che riteniamo lontano anni luce? Infine: la disperazione/abbandono, quanto conta nella nostra vita e che influenza può avere sulle nostre decisioni sbagliate?
Questa lettura non ha tutte le risposte, alle domande che suscita. Però ha il potere di metterci in discussione, che nel mondo effimero odierno è già una grande impresa.
- Autore: Simona Conte
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2026
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Un libro perfetto per...
per chi ama letture che fanno riflettere e suscitano conflitti interiori.
Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Perdita di memoria
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