Quante versioni della stessa storia servono per arrivare alla verità? In Piccoli inganni crudeli di Bak Sulmi (Longanesi, 2025) la risposta non è mai definitiva: e questo è precisamente il punto.
Bak Sulmi, scrittrice sudcoreana classe 1984 laureata in giornalismo, porta nella narrativa una scrittura asciutta e fedele ai fatti, capace di restituire dall’interno i meccanismi della società coreana contemporanea. Con questo romanzo ha costruito un vero fenomeno editoriale, diventando un’autrice di culto già al suo esordio. Il suo è un thriller psicologico che avanza per piccoli spostamenti di prospettiva, segreti taciuti e verità che emergono sempre troppo tardi.
Il romanzo, pubblicato in Italia da Longanesi nella traduzione di Mary Lou Emberti Gialloreti, racconta la storia di Mira, un’insegnante privata che porta con sé il peso di una tragedia familiare. Dopo la morte della madre e del fratellino, la sua vita sembra sospesa in un equilibrio fragile tra il dolore del passato e la necessità di andare avanti. Quando accetta di lavorare come tutor per un ragazzo appartenente a una famiglia benestante di Seoul, l’incarico appare inizialmente come un semplice lavoro. La casa in cui entra Mira si rivela però presto un luogo attraversato da tensioni sotterranee e dinamiche familiari tutt’altro che serene. La famiglia è composta da una madre determinata e ambiziosa, da un figlio maggiore considerato un prodigio e da Yujae, lo studente affidato a Mira: un adolescente inquieto, intelligente, manipolatore, capace di muoversi con sorprendente lucidità all’interno delle fragilità degli adulti che lo circondano. È lui il personaggio più enigmatico della storia, e probabilmente il più perturbante.
Fin dalle prime pagine si percepisce che dietro l’apparente normalità della situazione si nasconde qualcosa di irrisolto. Bak Sulmi lascia emergere indizi e contraddizioni attraverso una narrazione che procede per frammenti. Il romanzo alterna diversi punti di vista e ricorre a lettere, testimonianze e ricostruzioni dei fatti, creando un mosaico che il lettore è chiamato a ricomporre. Ogni nuovo capitolo aggiunge un dettaglio inatteso e spesso ribalta ciò che sembrava ormai acquisito.
Non è un caso che una delle riflessioni che attraversano il libro suoni come un avvertimento:
Le persone credono di conoscere la verità, ma spesso vedono solo la parte che qualcuno ha deciso di mostrare.
Accanto alla dimensione thriller, il romanzo restituisce una riflessione puntuale sulla società coreana contemporanea. Il rapporto tra genitori e figli è attraversato da aspettative altissime legate allo studio e al successo sociale, e l’educazione diventa il campo in cui si manifestano le forme più sottili di pressione e controllo. Bak Sulmi osserva questi meccanismi con uno sguardo attento e spesso inquieto, mostrando come le ambizioni familiari possano trasformarsi in manipolazione. Lo dice apertamente uno dei personaggi:
In questa casa nessuno dice mai quello che pensa davvero.
Il vero terreno del conflitto, in questo romanzo, non è l’azione ma la psicologia: le parole non dette, le intenzioni nascoste, i piccoli gesti che determinano l’evoluzione degli eventi. Anche la struttura contribuisce a creare quest’atmosfera: i capitoli sono brevi, il ritmo rapido, la narrazione procede per scarti quasi cinematografici, con un’attenzione costante al modo in cui ogni dettaglio può modificare la percezione di ciò che è già accaduto.
Vale la pena ricordare che il romanzo ha avuto in Corea un percorso editoriale insolito: pubblicato nel 2021 come ebook, ha conquistato rapidamente un ampio pubblico online fino a essere adattato in formato webtoon e poi stampato in versione cartacea. Una traiettoria che racconta bene il dinamismo dell’ecosistema narrativo coreano contemporaneo.
Ma la forza del libro sta soprattutto nella sua capacità di mettere in discussione le apparenze. Come suggerisce una delle frasi più emblematiche:
A volte la verità non è nascosta: siamo noi che scegliamo di non guardarla.
Piccoli inganni crudeli non è soltanto un thriller costruito su colpi di scena e rivelazioni progressive. È un romanzo che indaga le ambiguità delle relazioni umane e mostra come, dietro l’apparente normalità della vita quotidiana, possano nascondersi tensioni profonde e verità difficili da affrontare. Le storie più inquietanti, sembra dirci Bak Sulmi, non sono quelle in cui accadono eventi straordinari, ma quelle in cui la realtà si rivela, poco alla volta e molto più complessa di quanto sembrasse all’inizio.
- Autore: Bak Sulmi
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Longanesi
- Anno di pubblicazione: 2025
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Piccoli inganni crudeli
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