Un memoir di ricordi ed emozioni è racchiuso nelle pagine di Boomer’s story. Come la musica ci ha salvato la vita (Arcana, 2026), ultimo lavoro di Paolo Vites, tra i più autorevoli giornalisti e critici musicali. La rievocazione della musica di una generazione, il ricordo della stessa educazione sentimentale, le scelte susseguenti di vita. Un racconto personale che ravviva una memoria culturale collettiva, che descrive in modo autorevole e coinvolgente la nostra storia.
La musica, scrive nella magnifica prefazione al libro Pier Angelo Cantù, scrittore, consulente aziendale, giornalista musicale, non più suono ma identità; accade senza preavviso, all’improvviso un accordo, un riff e qualcosa dentro di noi si spalanca come una rivelazione. La musica non viene mai sola; arriva e ci chiama per nome e ci dà un luogo in cui stare. La musica ci ha insegnato come si vive quando ancora non lo sapevamo: Boomer’s Story racconta la storia di tutti noi quando eravamo vulnerabili, affamati, permeabili, incantati.
L’esperienza individuale di Paolo Vites diviene una testimonianza nella quale ci si riconosce, in un percorso musicale che tocca le corde del cuore, sensibilità e sentimenti più intimi. Per noi adolescenti di provincia i dischi erano introvabili e, quando con la paghetta si entrava in un negozio di dischi per comprare il vinile desiderato, sembrava di essere a Disneyland; l’ascolto di chitarre potenti, un accordo rock, quel tipo di groove e la vita cambiava all’improvviso. Il suo primo disco, racconta, è stato Desire di Bob Dylan, e la musica di protesta arrivava dritta al cuore raccontando di una generazione che non sognava più il benessere, che non voleva più obbedire in silenzio, stanca di regole e moralismi.
Ascoltare musica è un’esperienza sensoriale, emotiva... a volte è solo un rifugio.
La sua e la nostra storia, la musica nella sua e nelle nostre vite, così profondamente somiglianti; il vecchio giradischi di casa con la puntina che lasciava il segno, il primo ascolto di The Dark Side of the Moon (come per me) che entrava nell’anima, e tante altre scoperte. La musica non è per tutti, scrive l’autore, non tutti ne sono degni, la musica esige attenzioni.
L’ Hammond nel A Whiter Shade of Pale dei Procol Harum, le chitarre in Zuma di Neil Young, e quelle di Eric Clapton, l’America di Bruce Springsteen, la malinconia di Nick Drake, Tom Petty “più popolare di Springsteen”, la voce profonda di Johnny Cash e quella sussurrata di Leonard Cohen. L’obiettivo era, per il giovane Paolo, terminare gli studi e trasferirsi a New York: un sogno! E poi l’importanza dei dischi di Francesco Guccini, Edoardo Bennato, De André e De Gregori: i modi, racconta l’autore, in cui si scopriva la musica erano tanti e inaspettati.
Per me sono stati determinanti gli incontri e gli appuntamenti della vita: i programmi radiofonici, le letture di Ciao 2001, i libri della generazione “degli sconfitti”, le riviste musicali vere e proprie Bibbie raccolte e conservate negli anni, fino all’incontro con un grande appassionato di Van Morrison, musicista da me poi amato profondamente. Una canzone può salvarti la vita? Sì, è così. La musica insegna che c’è un tempo interiore, una rivelazione capace di dare una direzione.
Boomer’s Story (titolo che cita un album di Ry Cooder) è un atto di memoria senza nostalgia nel raccontare il rock e gli anni di una generazione, di quelli cresciuti negli anni settanta, in un mondo che cambiava, che chiedeva diritti civili, che urlava contro la guerra, che subiva il terrorismo. Un periodo musicale unico e irripetibile che, pagina dopo pagina, narra di passione e di valori autentici. Il senso di appartenenza, un feeling con chi legge e si rivede negli anni della sua adolescenza, della maturità, e nel potere della musica, delle note che sono state un prezioso toccasana per tristezze, solitudini e malinconie. È il viaggio, scrive l’autore, di un cammino condiviso tra artisti e album che hanno incarnato i grandi moti dell’animo umano: “la fame di senso, la paura della fine, il bisogno disperato di amore, la nostalgia dell’infinito”. Un libro che sorprende, nel raccontare un periodo creativo di rabbia e bellezza, angoscia e resurrezione, che abbiamo molto amato e che ci portiamo nel cuore.
- Autore: Paolo Vites
- Genere: Musica
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Arcana
- Anno di pubblicazione: 2026
- ISBN: 9788892774278
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Boomer’s story. Come la musica ci ha salvato la vita
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