Roberto Negro in questo noir mette tutta la saggezza e l’acume che possiede per essere stato un criminologo per la polizia di Stato per trent’anni. Noi lettori invece andiamo pazzi per Scichilone, che dopo il divorzio non ha voluto altre donne in casa. È stata una vita, la sua, piena di cose, avvenimenti, passeggiate, e non aveva capito che l’ex moglie detestava Ventimiglia, non per la cittadina in sé ma perché il marito ormai viveva in Questura. Noi che abbiamo letto il primo libro con Scichilone sapevamo già che la sua vita sessuale era stare a letto con delle prostitute una volta al mese. In realtà il commissario che non ha una donna accanto ci piace, perché siamo presi dal noir senza interruzioni. Un monaco finto, insomma. E arriva questa nuova fatica letteraria dal titolo Due delitti per Scichilone (Fratelli Frilli, 2026).
Negro sa usare le trame, perché divaga pochissimo e resta sempre sul pezzo. Un libro di quattrocento pagine diventa un concentrato di ingegno di 223 pagine. I libri più corti per i Frilli editori sono proprio quelli di Roberto Negro.
Ventimiglia è quasi una terra di tutti e di nessuno; se la vedevi dal mare te ne accorgevi. Solo in giornate lucide dal Maghreb - Marocco perlopiù - e da molti di quei paesi arrivava gente a Ventimiglia per spacciare droga, cocaina e eroina perlopiù, cui si sono aggiunti da poco compresse mediche che tolgono il dolore, anche quello di vivere, con ossicodone, metanfetamina, ecstasy in caduta libera, troppo pericolosa ma per nulla rilassante - poi a Ventimiglia trovavi borseggiatori, amanti clandestini. Le cosche mafiose e la ’ndrangheta erano presenti appunto per lo spaccio, con un occhio di riguardo per la cocaina che continuava da decenni a essere la droga di tutti, anche di politici, cantanti e attori. Scichilone, che aveva passato qualche giorno senza fare grandi cose, si divertiva a prendere le misure a ladri esperti in gioielleria, ma anche a ladri di polli. La sua moralità era multiforme: no ai gruppi che uccidono e un sì ad amanti che restavano impuniti. Ma i gruppi più forti stavano muti, mentre la ’ndrina di Sasà il vecchio era più attiva che mai.
Antonio Cosentino spacciava droga e stava attento ai pagamenti; era arrivato a Ventimiglia per fare la bella vita, ma in realtà il lavoro criminale era piuttosto noioso e con la moglie erano passati gli spasimi giovanili. Si era preso una ragazza giovane e inesperta per trovare quel fuoco che si era spento. E c’era l’ammanco della cocaina. Due delitti nel giro di un giorno diedero una scossa a Scichilone, che incontrò per la terza volta Sasà il vecchio, il capobastone per eccellenza.
In realtà ai lettori si è detto pure troppo. Negro continua con il suo stile scarno, dove si nascondono le trame più avvincenti.
- Autore: Roberto Negro
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Fratelli Frilli editori
- Anno di pubblicazione: 2026
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Due delitti per Scichilone
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