Un’altra indagine per il nostro amato Quirke, patologo dublinese con la passione per le donne e l’alcol, insieme al suo inseparabile amico di bevute, l’ispettore Hackett, per il quale non si è mai negato nell’essergli accanto nelle indagini più difficili su morti sospette e misteriose. False piste (Guanda Editore, 2015, traduzione di Irene Abigail Piccinini) è il quinto romanzo della serie di Quirke che John Banville ha pubblicato con lo pseudonimo di Benjamin Black.
John Banville, nato a Wexford in Irlanda, è uno degli scrittori irlandesi più raffinati della letteratura contemporanea, amatissimo dalla critica e apprezzato dall’indimenticabile Pietro Citati. Lo scrittore irlandese ha sempre affermato che per ogni suo libro si è adeguato alla storia, narrandole, ognuna, con uno stile richiesto dalle esigenze della trama.
Ambientato nell’Irlanda degli anni ’50, Quirke, il dottore brillante ma malinconico, si troverà davanti un caso la cui risoluzione sarebbe stata da subito facile se non per i dubbi della vicenda. Durante una gita in barca il facoltoso uomo di affari Victor Delahaye, in compagnia del giovane figlio del socio Jack Clancy, si uccide con un colpo di pistola davanti agli occhi smarriti e pieni di stupore di Davy. Il giovane non era un uomo di mare, non sapeva niente di barche e si sentiva spesso fuoriposto tra il padre e il suo socio in affare che erano velisti provetti. Quel giorno aveva acconsentito ad accompagnare Victor fuori nella baia, quasi gli fosse stato impossibile sottrarsi.
Per i Delahaye andare in barca era naturale, come camminare.
I Delahaye e i Clancy erano legati in società dagli inizi del secolo, famiglia protestante l’una, famiglia cattolica l’altra, e benché soci alla pari il vero capo era Victor mentre Jack era l’amministratore. Anche per questo il giovane Clancy non avrebbe mai potuto dire di no. Ma qual era stato il senso di uscire in barca quel giorno e puntare la canna della pistola al petto per poi spararsi? La sua morte sembrava non aver scosso nessuno dei membri della sua famiglia. Dalla giovane moglie Mona, sposata in seconde nozze, ai figli gemelli Jonas e James, campioni di vela, alti, biondi con gli occhi azzurri e somiglianti come due gocce d’acqua. Un dolore invece per la sorella Maggie, che amava risiedere nella vecchia casa ad Ashgrove, non si era mai sposata, e sapeva che il fratello aveva commesso un grave errore nel sposare una donna giovane e festaiola e molto avvenente: era difficile pensare bene di Mona.
Per il commissario Wallace, il primo poliziotto incaricato di recarsi a comunicare la notizia della morte, le due famiglie benestanti erano i rappresentanti della nuova Irlanda dopo la fine del conflitto: li disapprovava, lui che aveva vissuto la guerra d’Indipendenza e la guerra civile. All’ispettore Hackett, incaricato dell’indagine, sembrò un caso pieno di interrogativi, uno scandalo nell’alta società che avrebbe mandato in sollucchero i lettori. La giovane moglie attraente, anche Quirke ne subirà il fascino, i figli con atteggiamenti insoliti nei confronti della morte del padre, sprezzanti e indifferenti, e le rivalità in azienda con le voci di manovre finanziarie e anomalie contabili. Doveva fare due chiacchiere con il suo amico Quirke. Era al bancone del pub, nel suo vestito italiano, con accanto il bicchiere di Jameson prima dell’ora di pranzo, pronto a collaborare. E dopo pochi giorni il mistero si farà ancora più oscuro: il socio Jack Clancy, uscito in barca, verrà ritrovato annegato. Una seconda tragedia dai tanti aspetti nascosti, un enigma da interpretare. Jack era un bravo velista, un ottimo nuotatore, con un’autentica passione per le donne; il mare lo sapeva affrontare, difficile che potesse annegare. L’intera indagine sarà ancora più ambigua e confusa, e come dirà Quirke, non erano i morti a turbarlo, ma i vivi, pensava a loro, li disponeva nella sua mente uno per uno, come i pezzi su una scacchiera.
La storia di un mistero nella quale il dottore Quirke, ironico e arguto, saprà ancora una volta coinvolgere il lettore. False piste è un romanzo poliziesco elegante e raffinato, mai conforme ai cliché del genere poliziesco, e per questo pieno di fascino. John Banville ci ha abituato con la sua scrittura superba, a trame ricche di atmosfere con la sua consueta maestria, le sue indagini psicologiche e riflessioni dallo stile inconfondibile.
- Autore: John Banville
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Guanda
- Anno di pubblicazione: 2015
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: False piste
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