Un romanzo obliquo, disturbante e lirico come un sussurro allucinato: Il lampadario (Adelphi, 2022, trad. di Virginia Caporali e Roberto Francavilla) scava nel sottosuolo della mente femminile e della memoria attraverso la voce di Virginia, una giovane donna che abita un mondo interiore fatto di ombre, oggetti, corpi, stanze. Lontano dal realismo e da ogni struttura lineare, Clarice Lispector ci fa entrare in un tessuto di percezioni visive, tattili, oniriche che formano una specie di eco perpetuo. La narrazione è distorta, spezzata, incerta, ma proprio per questo magnetica.
Virginia, la protagonista, non è un personaggio tradizionale: non agisce, ma sente. È una giovane che sembra esistere quasi per caso in una casa che, più che un’abitazione, è una psiche allargata. Le sue esperienze sono minime, apparentemente insignificanti: una passeggiata, uno sguardo, una stanza, un lampadario. Eppure, ogni cosa ha un peso, ogni oggetto diventa simbolico, ogni gesto genera mille significati, mille paure. La scrittura di Lispector aderisce perfettamente a questa percezione amplificata e deformata, con una lingua che non cerca il senso ma lo scava.
L’ambientazione è spettrale e domestica: una casa familiare ma perturbante, che sembra scricchiolare sotto i piedi della narrazione. I personaggi che si affacciano, compreso Daniel – il fratello, il doppio, l’ombra – sono presenze quasi astratte, più elementi atmosferici che figure delineate. Le vicende non seguono un arco narrativo classico e tutto accade come se si stesse ricordando un sogno o un trauma. Lispector costruisce così un testo che respira e si contrae, che non si lascia penetrare con facilità. Il corpo della protagonista è onnipresente: descritto con crudezza e poesia, attraversato da emozioni ambigue, da desideri inespressi e da una costante tensione tra innocenza e consapevolezza. Il lampadario, oggetto che dà il titolo all’opera, diventa figura ambigua di luce e ombra, di verità e illusione, di presenza inquietante e rivelatrice.
Il lampadario non si legge: si attraversa. Richiede abbandono e accettazione dell’enigma. È un’esperienza. Lispector scrive come se la lingua fosse un muscolo da flettere fino a strappare, per vedere cosa c’è sotto.
- Autore: Clarice Lispector
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Adelphi
- Anno di pubblicazione: 2022
- ISBN: 9788845937163
Ti piace SoloLibri?
© Riproduzione riservata sololibri.live
Un libro perfetto per...
A chi cerca la scrittura come corpo vivo, come lotta con la parola. A chi non ha paura dell’assenza di trama, a chi ama la poesia nella prosa. È ideale per lettrici e lettori che vogliono perdersi in un’introspezione radicale, cruda, profondamente sensuale.
Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Il lampadario
Lascia il tuo commento