Poesie e delitti, con prefazione di Fabrizio Carcano (pagg. 108, Passerino Editore, 2025), è un romanzo della scrittrice, saggista e fine giornalista Stefania Romito e della poetessa poliedrica Lorena Sambruna.
È un’opera che fonde l’intensità della poesia con il fascino del giallo, unendo due mondi in apparenza opposti in una narrazione avvincente.
È scritto nella Prefazione:
«La bellezza e il male, l’orrore, possono correre, e scorrere, su un filo parallelo. Possono guardarsi, sfiorarsi, persino riflettersi, senza mai riuscire a toccarsi. Sul filo sottile di una lama di un rasoio.
Bene e male, luce e ombra, chiaro e oscuro […].».
Il romanzo è un susseguirsi di tutto questo, ove il bello, l’amicizia (alle volte mista ad invidia), il sublime, ma anche la paura, il mistero, il colpo di scena finale si susseguono.
Ciascun capitolo è introdotto da una poesia che è il termine di derivazione giuntoci dalla lingua greca “πόιεσις”, sostantivo legato al verbo “ποιεῖν” “fare, creare”.
Infatti codeste poesie introducono, e al meglio e col bello, l’argomento del capitolo.
Il romanzo è un’invocazione verso il sublime, verso ciò che supera ciascuno di noi, ma sicuramente, e al tempo stesso, ci definisce.
Il filo conduttore è un delitto, che poi, strada facendo, si intreccia con riflessioni universali della natura umana.
Le protagoniste Stefania (nella trasposizione romanzata) e Lorena si trovano ad affrontare e scoprire, oserei dire, non solo un mistero esteriore, ma anche uno, e sicuramente, interiore.
Quando il c. d. “sipario della vita” cala, chi siamo noi?
Il leggere e scoprire, pagina dopo pagina, questo libro è come un sentiero impervio, dove sorprese, rivelazioni e pensieri sono molto evidenti e visibili.
Scrive Stefania Romito, persona che ama il bello, ma soprattutto il sublime:
«[…] Lorena ha donato a questa narrazione la grazia del suo talento poetico, mentre io ho intrecciato l’indagine e l’umanità di un percorso di verità.».
Non mi soffermo volutamente sulla trama, che poi, attraverso poesie e testo, è lo scoprire la verità di un giallo, ma con un colpo di scena finale.
Il libro va letto e attentamente meditato, e ciascuno di noi proverà un suo sentimento proprio che porrà in evidenza.
Qui poesia e crimine si incontrano perfettamente nelle stesse pagine, dove il cuore e l’oscurità si fondono in un unico verso.
Stefania Romito e Lorena Sambruna sono riuscite alla perfezione in questo intento.
Nel leggerlo ho provato suspense, ho visto il bello dei girasoli, dell’universo, ma anche tantissimo mistero, di cui specialmente la Romito è una maestra.
L’idea di amalgamare “poesie e delitti” è, a mio modo di vedere, vincente perché Stefania e Lorena sanno analizzare, e bene, la fragilità e le aspirazioni (anche non molto consone) della natura umana.
È un libro che consiglio a chi vuole trascorre un’ora tra il bello, il sublime, ma anche il mistero e, purtroppo, il delitto.
Un libro imperdibile per chi ama il thriller, la poesia e la letteratura capace di lasciare un segno profondo. E a chi scrive lo ha lasciato.
- Autori: Stefania Romito , Lorena Sambruna
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Poesia
- Anno di pubblicazione: 2025
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Poesie e delitti
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